Colleghi e mogli…

Categorie: Cuckold, Trio
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Sempre troppo da fare, disfare, lavoro, kilometri macinati incessantemente ogni giorno, ogni tanto mi capita di passare in ufficio, qualche chiacchierata con gli altri colleghi, un caffè e qualche occhiata alle altre colleghe, qualcuna molto meritevole.

Mio padre stava per traslocare ed avevo bisogno di un decoratore; chiedendo in giro scopro che uno dei miei colleghi fa il decoratore per arrotondare dopo il lavoro. Lo contatto, stabiliamo il prezzo e dopo due giorni inizia il lavoro. Qualche sera dopo, controllando il lavoro svolto, si passa a parlare di donne facendoci due risate, guarda quella etc…
Ad un certo punto mi sento chiedere “E mia moglie come ti sembra? Ti piace?”. Li per lì rimango un po’ stupito dalla domanda, indeciso su come rispondere. Rispondo che mi sembra una bella persona, piacevole e simpatica, alla mano, come piace a me. Lui ribatte però: “Non intendevo caratterialmente, ma fisicamente!”. Non so cosa replicare, penso a non esagerare od offendere, ma lui stesso mi toglie dall’imbarazzo dicendomi: “Parla pure spudoratamente, normalmente, come fosse un’altra e non mia moglie!”. “Okay, ho sempre provato attrazione per tua moglie, me la immagino mentre la tocco dappertutto, le tolgo tutto e mi butto su di lei” rispondo.
Rimane soddisfatto, col sorriso mi dice che sperava in questa risposta, perché hanno fantasticato sul farla scopare da un’altro, li eccita molto! Rimaniamo d’accordo che cerca di portarmela a casa sabato, per la fine dei lavori e che sarebbe andato via dopo qualche minuto con una scusa, dopo aver rotto il ghiaccio.

Arriva sabato, li vedo parcheggiare e scende subito lei, minuta, snella, vestita come sempre, semplicemente, nessun fronzolo, pantaloni leggeri e larghi e scarpe da tennis, una camicetta quasi tutta abbottonata. Dopo i saluti e gli abbracci, le mostro la casa e nel mentre faccio un caffè per socializzare.
Ci sediamo; complice un suo problema alla spalla, il marito le consiglia di farsi preparare da me una lista di esercizi per le spalle che le fanno male. Approfitto all’istante e le alzo le braccia da dietro, chiedendo di mostrarmi dove faceva male, le accarezzo la pelle, si gira come per dirmi qualcosa, ma si ferma quando lui le dice di lasciarmi fare, mentre la tocco.

È come un segnale, lui la bacia ed esce sorridente, compiaciuto del mio toccare la sua donna.
Rimasti soli, continuo ad accarezzare il suo collo, le spalle; lei è ammutolita, fin quando non sfioro il suo seno sopra la camicia e sospira. Per tutta risposta la bacio improvvisamente esplorando la sua bocca, dove la sua lingua cerca la mia, fresca e decisa. Mi stacco, la guardo silenzioso e spudoratamente le passo deciso le mani sui piccoli seni, scendendo sulle gambe che tanto desideravo. Gemendo si rilassa, mi abbraccia e cerca il mio sesso, già eccitato. La spoglio, lento, piacevolmente molto lento per assaporare con una carezza ogni centimetro scoperto. Le divoro le gambe, leccandole e baciandole, gesto apprezzatissimo che ricambia con tanti “sì, toccami così”.

Si apre toccandosi e mi fiondo a leccarla, geme da matti, lingua e dita che la esplorano insieme la fanno quasi venire. Allora freno e glielo porto sulle labbra, lo bacia, lo lecca guardandomi, ormai libera da freni e lo accoglie tutto nella sua bocca, lo succhia avanti e indietro quasi facendomi male.
Godo a vederla così, allora lo tolgo e la bacio con un trasporto pazzesco per qualche minuto, fino a che, al limite, la faccio alzare e, portandola verso il muro, la sollevo e glielo infilo stando in piedi.
La penetro lentamente, con colpi improvvisi che sente particolarmente, in modo sempre più intenso e con mia sorpresa mi dice: “Vieni da dietro dai!”. Non me lo faccio dire due volte, la giro e la metto piegata sul divano, entrandole dentro, restando fermo e poi rientrando, facendole sentire la punta, giocando e affondando, giocando.
Sì, giochiamo, lei si muove allontanandosi e avvicinandosi, a volte di scatto, vuole sentirlo dentro, mentre io approfitto della sua schiena nuda davanti a me, le mie dita la percorrono, massaggiano e tormentano, non riesco a staccarmi.
Non ce la faccio più e la abbraccio, toccandola dappertutto e riprendo a spingere, con colpi secchi, aumento la potenza, la bacio mentre le vengo dentro godendo da matti e sentendola vibrare con me.

Ci abbandoniamo qualche minuto l’uno sull’altra, riprendendo fiato. “Speravo succedesse, ma non avevo il coraggio di farlo” mi dice, per tutta risposta le rimetto la lingua in bocca. Ci rivestiamo dopo una doccia rinfrescante, quando suona il campanello. Il marito è tornato a prenderla, eccitato e incuriosito. Lei lo abbraccia dandogli affettuosamente dello stronzo, col sorriso sulle labbra.
“Allora, come è andata?”
“Benissimo, tua moglie sa scaldare l’atmosfera” gli dico, mentre le sfioro la pancia e risalendo su. Non so come ma in un secondo io e lui ci guardiamo e la circondiamo toccandola senza freni.

Ora ha quattro mani a farla vibrare, non sa più dove girarsi, non si aspettava di riprendere, ha il battito che esplode sotto i suoi seni, è eccitatissima, la voglio, la vogliamo, ci vuole!
In un attimo è di nuovo nuda, me lo cerca con le mani mentre comincia un pompino al marito. Glielo faccio trovare pronto in mano, in un segno di intesa velocissima la porto sopra di me a cavalcarmi, mentre lui le entra dolcemente nell’ano. Cominciamo a pomparla insieme, lentamente, poi sempre più forte, rallentiamo per poi darle le ultime spinte e godere fortissimo insieme, ci togliamo da lei e le facciamo leccare il frutto del piacere fino all’ultima goccia.
Sembra quasi naturale, dopo, ritrovarsi a parlare di altre mattinate insieme!

Alla prossima

Scritto da:

48enne torinese, appassionato di arti marziali tradizionali e di erotismo elegante e non urlato, passionale, a cui piace l'eros della passione, degli sguardi e della lentezza...

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