Conoscenza profonda

Ero stanca, ma mi misi a sedere sul bordo del divano e con sorriso malizioso dissi

“Chi vuole cominciare?”

“A te l’onore” Angelo diede la precedenza all’amico.

“Bene, ora ci conosciamo meglio!”

Lo guardai dal basso, eccitata, e senza distogliere lo sguardo gli abbassai le mutande. Liberai l’animale ormai gonfio da tempo. Era enorme. Provavo un miscuglio di sensazioni, ero un po’ spaventata perché lo conoscevo solo da un’ora, ma mi spaventava anche la sua dimensione. Quella stessa dimensione che mi eccitava da impazzire al pensiero di sentirmi piena di lì a poco. Ero eccitata perché avevo due maschioni solo per me ed io ero al centro della loro attenzione. Non ho mai provato niente di più egocentrico in vita mia come in quel momento.

Presi il cazzo di Giacomo in mano e lo misi subito in bocca. Aveva ancora l’odore del docciaschiuma. Gli afferrai le palle e cominciai a massaggiarle mentre mi muovevo avanti e dietro succhiandogli la cappella. Poi afferrai il cazzo alla base e lo tenni fermo, puntandolo verso di me. Sputai, facendo colare la saliva che spalmai con l’altra mano e cominciai a leccare tutto intorno, premendo la lingua in modo da sentire le vene al mio passaggio. Giocai intorno, senza tralasciare nemmeno un centimetro, lo avevo in pugno e lo volevo in gola. Mi misi a succhiare la cappella senza mai andare fino in fondo. Su e giù con la mano, stringendolo verso la punta. Mi sembrava di mungerlo! Capii che gli piaceva, sentii Giacomo godere e poi rivolgersi ad Angelo

“Te la sei tenuta nascosta fino ad ora eh? Come darti torto, è bravissima!”

“Sì, ma ora tocca anche a me. Dammi la mano”

Si avvicinò, mi prese una mano e la portò sul suo cazzo. Feci un pompino a Giacomo mentre sentivo il cazzo di Angelo ingrandirsi nella mia mano.

“Ora voglio scoparti, vieni qui”

Giacomo mi fece alzare, mi girò verso il divano e mi fece inginocchiare, dandogli le spalle e mettendomi le mani sullo schienale.

“Angelo, tu vai pure dietro, qui mi occupo io”

Vidi Angelo raggiungermi mentre mi sentii aprire le labbra della fica. Spalancai gli occhi dal piacere ed ansimai come una cagnolina in calore. Sentii le sue manone sul culo e affondare le dita nella mia carne per saldare la presa. Lo sentivo entrare ed uscire lentamente, come per farmi abituare alla sua grandezza, ma appena sentì che avevo i muscoli rilassati aumentò velocità. Angelo si gustò la scena col cazzo in mano e quando mi vide sconvolta, scopata dal suo amico, mi entrò in bocca, spingendosi fino in fondo. Sentii la sua virilità, prepotente e autoritaria, riempirmi la bocca. Alzai lo sguardo e lo vidi concentrato a spingermi il cazzo in gola. Mi reggevo al divano mentre mi scopavano entrambi, afferrata dal culo da Giacomo e dalla testa da Angelo. Mi sentivo come nei film porno che amavo guardare, lei piena di cazzi. Soltanto suoi.

I nostri gemiti risuonavano in quel salotto. La temperatura era aumentata, si sudava perché faceva caldo e soprattutto perché c’era un livello di eccitazione così alto che era difficile non sudare. Gemevamo tutti a tempo, ad ogni colpo si sentiva il mio respiro spezzato, soffocato dal cazzo di Angelo. Sentii altro calore salirmi dall’interno. Stavo per raggiungere l’orgasmo in quella posizione e senza fiato emisi un urlo strozzato. Cercavo di liberarmi, ma riuscivo solo a sbrodolare saliva sul cazzo di Angelo e a tremare con le gambe. Mi sentii afferrare ancora di più la testa e un getto caldo e violento inondò la mia gola. Mi lacrimarono gli occhi mentre si svuotava dentro di me. Dall’altro lato, Giacomo aumentò il ritmo, lo sentii bollente, pulsava così forte che mi sentii piena anche quando si fermò. All’improvviso uscì, lasciamo vuota, ma sentii immediatamente tanti getti bollenti sulla mia schiena: mi stava facendo la doccia di sborra ed io continuavo a godere come una matta, pensando di avere l’aspetto di una troietta in calore sporca di sesso.

Mi accasciai sul divano con la testa sui cuscini e col culo in aria. Ero sconvolta, continuavo ad avere dei piccoli tremolii, residui dell’orgasmo di poco prima. Avevano la mia fica e il mio culo serviti spudoratamente. Li sentii camminare dietro di me, il rumore della carta e poi una mano calda sulla mia schiena. Mi stavano pulendo, sorrisi per il gesto delicato e gentile. Ma subito dopo una mano schiaffeggiò il culone facendomi sussultare. D’istinto mi sdraiai completamente ed entrambi si avvicinarono massaggiandomi le natiche e baciarmi la schiena.

“Che brava che sei stata, tirati su, bevi un po’. Idratati perché non è finita qui, o devi andare già via?”

“Non voglio andare via, ho ancora tempo. Che avete in mente voi due?”

Vedo con la coda dell’occhio Giacomo sparire dietro una camera e riaffiorare subito dopo con un materasso gonfiabile.

“E quello?”

“E’ un materasso!”

“Lo vedo, ma perché lo porti qui?”

“Per stare più comodi. Il divano è piccolo per farci stare tutti e tre, non ti pare?!”

“Effettivamente hai ragione”

Angelo prese ancora da bere, invece Giacomo si sdraio subito, poggiando la testa sulle mani e allargò le gambe.

“Accomodati pure” mi sorrise e vidi il suo cazzo pulsare, quasi come a scodinzolare per l’eccitazione.

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