I fratelli di mio marito

Categoria: Etero
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Ciao a tutti, sono Laura. Probabilmente ricordate di me e di Giuseppe, mio marito, tramite la serie di interviste che sono state pubblicate su questo sito. Nel corso delle interviste io e Giuseppe abbiamo raccontato la nostra vita di coppia scambista, soffermandoci su alcuni passaggi. Ora vorremmo farvi conoscere di più di noi, approfondendo con racconti in prima persona.

Un aspetto che non vi sarà sfuggito, riguarda la famiglia di mio marito. Giuseppe viene da una famiglia numerosa, sei fratelli: 3 maschi e 3 femmine. Mio suocero era un vero toro, alto, possente e a detta di tutti, dotato di un pene di dimensioni notevoli. Nessun dubbio che abbia generato tre maschi con la M maiuscola. Da quando io e Giuseppe abbiamo iniziato a frequentarci durante gli anni dell’università, abbiamo subito sviluppato una passione per esibizione e scambismo. Non vi suonerà strano sapere che i due fratelli di Giuseppe, Federico e Paolo, sono stati fra i primi uomini che abbiamo coinvolto nei nostri giochi.

La cosa che mi ha sempre affascinato è vedere come fratelli simili, avessero poi un modo di fare sesso così differente. Gusti e abilità diverse. Ma vediamoli nel dettaglio.

Federico, il maggiore, è il più basso dei tre. Magro, minuto, è un concentrato di potenza. A letto è instancabile. Con lui ho fatto vere e proprie maratone di sesso. Dotato di una resistenza notevole, è capace di andare avanti per ore entrando e uscendo dai miei orifizi. Più di ogni altra cosa ama il sesso anale: all’inizio mi lubrificava per bene, leccandomi l’ano e preparandolo con le dita. Poi iniziò a volerlo fare più da dominatore, forzando. Come tutti loro, anche Federico ha una forma del pene che non facilita la penetrazione anale. I fratelli M., e in generale la loro famiglia (visto che ho avuto la fortuna di far sesso anche con un loro zio), hanno un pene largo più che lungo e la cappella lungi dall’essere affusolata, è tonda e grossa. Un pisello perfetto per godere nella penetrazione vaginale. Ma non per il sesso anale… se penso a Federico la prima immagine che ho in mente è la sua cappella calda che preme contro il mio buco da dietro e le sue mani che sanno di sigaretta a tapparmi la bocca. Gli è sempre piaciuto venire dentro e poi allargare i miei buchi, per vedermi colare il suo sperma sulle gambe.

Paolo è il più giovane. Alto come Giuseppe, forse un po’ più largo di spalle. Ammetto che più di una volta, nel buio della stanza, quando dormiva con noi due (non essendo sposato ha partecipato più spesso di Federico ai nostri giochi), l’ho confuso con Giuseppe. Entrambi infatti quando vogliono fare sesso, iniziano a toccarmi la vagina, per prepararla.. al che se sto dormendo, mi sveglio e capisco che iniziano le danze. Giuseppe è più delicato a stimolare la vagina, la tocca accarezzandola, girando in tondo con il dito medio sul clitoride. Paolo invece inizia a sfiorare le labbra, facendosi strada con indice, medio e anulare verso l’interno. Anche la penetrazione è diversa. Giuseppe gira intorno alla vagina con il pene eretto, lo sfrega sul mio pube, sulle labbra finché non trova la strada giusta. Paolo invece, appena mi si mette sopra, lo guida con la mano e lo infila con sicurezza subito dentro. Paolo ama venirmi in bocca. Infatti quando sta per raggiungere l’orgasmo inizia questa specie di corsa contro il tempo durante la quale se lo tiene stretto in mano e cerca di arrivare al mio viso. Spesso si viene nella mano e poi me la fa leccare.

Giuseppe infine, lo conoscete. Dei tre, è quello che ama di più il sesso orale. In particolare a mio marito piace quando gli lecco le palle sudate a fine giornata mentre lui si masturba. Gli piace anche strofinarmi la cappella non lavata sotto al naso, per farmi sentire il suo odore così forte e pungente. Caratteristico, rispetto a quello dei fratelli, che al più sa di urina se non lavato.

Il momento più bello? La volta che lo abbiamo fatto tutti e 4 insieme: mi sono sentita desiderata, usata e riempita da 3 meravigliosi fratelli.

Scritto da:

Laura e Giuseppe, coppia di medici in pensione di Monza, raccontiamo la nostra quarantennale passione per esibizionismo e scambismo attraverso brevi racconti autobiografici

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