Sottomessa dalla poliziotta

Per me la serata può finire anche così, le ragazze mi hanno fatto venire a ripetizione dopo un’anno di astinenza. Ramona invece mi aiuta a ridarmi una pulita con delle salviette profumate e tutte insieme mi fanno indossare un completo sexy. È la prima volta per me e quando mi vedo riflessa sul soffitto della Limousine devo ammettere che finalmente mi sento realmente sensuale e femminile. Il body nero di pizzo rende più armonioso il mio corpo massiccio, mentre i guanti lunghi fino al gomito e le autoreggenti coordinate mi slanciano ulteriormente. La maschera che copre i miei occhi rende i lineamenti più dolci e le scarpe aperte con tacco sono il colpo di grazia: mi sento una pantera pronta a scoparmi chiunque. Anche le altre si stanno vestendo in maniera simile, sembriamo le Avengers del sesso. Si ferma la Limousine. Conosco il posto, siamo davanti a un’entrata secondaria del carcere in cui è detenuto Alessio. Ramona mi sussurra di nuovo all’orecchio


«Fai felici tutti quelli che incontrerai sulla tua strada e arriverai da lui»


Appena entriamo c’è una stanza piena di guardie già con il cazzo gonfio nei pantaloni, sto guardando le altre per capire sul da farsi ma vengo sbattuta a terra e ammanettata. Mi trascinano in una stanzetta a parte. Sono in balia di una poliziotta alta, bionda e robusta, molto abbondante. Mi squadra dall’alto in basso, come compatirmi.


«Lecca»


Con un uno stivale mi tiene la faccia schiacciata a terra, mentre mi obbliga a leccare la punta dell’altro.


«Bene, ora lucidalo con la tua figa da cagna in calore»


Senza rendermene conto sono già un lago. Con il bacino inizio a strusciarmi sulla punta dell’anfibio mentre lei s’infila dei guanti in lattice e mi esplora la bocca.


«Qui sei pulita, ora vediamo gli altri buchi. Su, faccia al muro e culo in alto»


Eseguo, sono come in estasi. Non so neanche io come faccio a stare in equilibrio appoggiata contro il muro, le mani legate dietro la schiena e il culo in fuori.
Mi hanno già sottomessa altre volte, ma non in modo così autoritario. E soprattutto mai da una donna. Sento strappare via la parte finale del Body. I miei buchini sono in balia della carceriera.


«Bene, apri le chiappe»


Prima esplora con la torcia, poi si lubrifica le dita e entra con prepotenza da dietro. Sobbalzo, mi aspettavo qualcosa del genere ma non in un modo così brusco e improvviso. Neanche il tempo di abituarsi all’esplorazione che si sfila e con poca grazia ripete l’operazione davanti, non ce la faccio più, mi sfugge un gemito piuttosto forte.
Vengo colpita con uno schiaffo alla testa, mi ritrovo sulle ginocchia.


«Nessuno ti ha dato il permesso di fare versi e né eccitarsi puttanella, questa è un ispezione seria. Ora ti dovrò punire!»


Mi trascina per i capelli e lega a pancia in giù sulla scrivania.
Non posso vedere cosa sta combinando perché ho la testa bloccata dalla parte opposta. Sento che armeggia con dei cassetti. Poi del gel umido e freddo buttato sui miei buchini. Prima entra in un colpo secco qualcosa di enorme davanti, mi trattengo fino a quando non inizia a vibrare, vengo colpita di nuovo alla testa. Sento altro che punta dietro. Mi sta tenendo ferma per le spalle, intuisco cosa vuole fare ed istintivamente inizio a dimenare il culone che viene prontamente colpito da un sonoro ceffone. Il “Ciaf” sovrasta sia il ronzio del vibratore che il mio ansimare, trasformatosi da lì a poco in un urlo strozzato: è entrata in un colpo solo. Il dolore è così forte che diventa altro, sono una bestia capace solo di farsi montare e ululare dal piacere. Continua a colpirmi alla testa perché faccio troppo casino, ma non m’interessa, il godimento è così forte che sono fuori di me finché non raggiungo il black out. Quando riprendo i sensi, sento di stare per soffocare: sono totalmente slegata, sdraiata sul pavimento ma lei è seduta su di me. Senza che mi dica niente inizio a leccare ovunque e come meglio posso, nonostante sia totalmente sconvolta, finché non crolla al mio fianco. Si gira guardandomi sorridendo soddisfatta, poi mi sputa in faccia e allontana con un calcio.


«Bene sei pulita, puoi andare al piano di sopra»


Mi rialzo a fatica, ridotta a uno schifo ma anche totalmente rigenerata. Non so cosa mi aspetterà dopo, ma il ricordo della poliziotta a cui ho donato totalmente me stessa senza replicare non mi abbandonerà mai.

Note finali:

Prossima puntata
9.1 Inferno e Paradiso

Scritto da:

Scrivo le mie fantasie per sfogarmi ed eccitarvi 😈.

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