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Introduzione:

L’accelerazione rapida di una coppia dalla fantasia alla trasgressione

Il giorno dopo in spiaggia eravamo in tre. Massimo era con noi. Anzi forse era più corretto dire che Giulia era con lui e io con loro. Si erano messi i teli vicini ed ogni occasione era buona per sfiorarsi, toccarsi e stimolarsi.

Quando Giulia parlava con me io osservavo la sua mano che, quasi involontariamente e distrattamente, stava appoggiata al cazzo di lui, massaggiandolo lentamente.

Non avevamo avuto tempo di approfondire fra noi quello che era successo. Lei aveva liquidato il tutto con:

“Era questo che volevi, no?”

Io non avevo potuto ribattere nulla. Era effettivamente quello che volevo. La volevo troia. Ero solo sconvolto dalla rapidità della sua evoluzione. Doveva solo rompere il ghiaccio. Fatto il primo passo, il resto era venuto di conseguenza. Era una diga che doveva solo tracimare per diventare inarrestabile.

Li osservai mentre si spalmavano a vicenda la crema solare, impiegando ciascuno molto più tempo del previsto. Quando lui lo fece a lei un paio di uomini che passavano sulla battigia si fermarono a guardare lo spettacolo. Prima la spalmò sul davanti, giocando con i suoi seni e i suoi capezzoli inturgiditi. Poi passò a lungo sulla sua figa, masturbandola esplicitamente. Giulia si stese poi a pancia in giù e lui si sedette su di lei. Prima appena sotto al culo, in modo che il suo cazzo si adagiasse proprio tra le chiappe di lei e in modo da massaggiarle la schiena. Poi lui si girò, si sedette sul coccige e le spalmò la crema sulle gambe.

Poi fu il turno della crema sul culo. Le massaggiò e le impastò a lungo le chiappe. Era uno spettacolo vederla. Così la pensavano anche i due uomini che nel frattempo avevano preso coraggio, si erano avvicinati, e guardavano manipolandosi i cazzi ormai duri. Massimo le apriva le chiappe, io impazzivo all’idea che due sconosciuti stessero guardando il buco del culo della mia donna. Poi lui si incremò bene un dito e glielo infilò dentro, nell’ano. Lei emise un gridolino di sorpresa e tirò su istintivamente i piedi.

Uno degli uomini si avvicinò ulteriormente e le prese un piede tra le mani. Mentre Massimo la masturbava nel culo col dito, anzi poco dopo con due dita, l’altro uomo le massaggiava il piede con le mani e ogni tanto se lo sfregava sul cazzo. Il terzo uomo invece si stava solo segando. Io anche, ma mi guardavo anche intorno, un po’ timoroso che il nostro spettacolo attirasse troppa gente. Per fortuna non c’era quasi nessuno in spiaggia ed eravamo lontani da tutti.

Giulia stava godendo. Credo che ormai avesse perso la cognizione di chi fosse, di con chi fosse, di cosa stesse facendo. Aveva insinuato una mano sotto al suo corpo per raggiungere la propria figa e toccarsi mentre Massimo le stimolava il culo e l’altro uomo il piede.

Poi Massimo interruppe tutto. Lei si tirò su sconvolta e quasi contrariata. Aveva il volto sfigurato dal piacere. Io nel frattempo avevo già sborrato un paio di volte ma il mio cazzo non ne voleva sapere di quietarsi.

“Andiamo dietro le dune.” disse lui e senza aspettare il consenso di lei la trascinò in piedi e se la portò dietro, seguito dai due uomini.

Io rimasi lì. Inebetito. Lei si girò un attimo verso di me mentre incespicava sulla sabbia e mi sorrise. E mi fece il gesto delle corna prima di sparire nella vegetazione retrostante la spiaggia.

Guardai il mare. Avevo il cazzo duro e gocciolante. La mia donna era lì vicino, in compagnia di tre uomini. Le lascia alcuni minuti di intimità. Forse ne avevo bisogno anche io per accettare la situazione. Stavamo correndo troppo? Lei stava andando oltre le mie aspettative?

Non mi diedi risposte e mi alzai e li andai a cercare. Li trovai in uno spiazzo in mezzo alle dune. Giulia era a quattro zampe. Massimo da dietro la scopava. Gli altri due le porgevano i cazzi davanti al viso e lei ci giocava con mani e lingua. Li osservai dalla distanza. Controllando anche se arrivava qualcun altro.

Dopo un po’ passò una coppia. Erano intorno ai sessanta. Entrambi un po’ sovrappeso. Si fermarono a fianco a me e osservarono la scena.

“È mia moglie.” mi sentii in dovere di specificare.

La donna mi guardò e mi sorrise.

“Bravo.” mi sussurrò allungando la mano per stringermi un attimo la punta del cazzo. Poi se ne andarono a braccetto, lasciandomi lì.

Intanto Giulia era stesa sul telo esausta e coperta di sborra. Gli uomini si alzarono, si scambiarono dei cinque e si incamminarono via. Mi passarono a fianco. Strinsi la mano ai due sconosciuti e Massimo mi diede una pacca sulla spalla.

Mi avvicinai a Giulia. Ora eravamo soli. Mi adagiai a fianco a lei e l’abbracciai. Poi la baciai. Poi la scopai. Dolcemente e in modo intimo.

“Ho esagerato?” mi domandò preoccupata.

Le risposi infilandole la lingua in bocca.

(Fine)

Note finali:

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Ho un sito di racconti erotici da diversi anni e ancora tanti racconti da scrivere: analcoholic.wordpress.com

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