La mia vicina

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Categoria: Etero
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Mi ero trasferito con la mia famiglia nella nuova casa, una porzione di una corte (tipologia di abitazioni molto diffusa nella mia zona, in cui le costruzioni si affacciano su una corte comune). Avevo notato la presenza di un’avvenente signora, mia vicina (quasi dirimpettaia), non più giovane ma matura al punto giusto (come si dice una milf). Con lei avevo scambiato pochissime parole del tipo: buongiorno, buonasera, siamo i nuovi vicini e così via dicendo. Niente di particolare quindi, sapevo solo che si chiamava Elena e pensavo fosse di provenienza dell’Est Europa per via dei suoi tratti somatici. Una bella 50/55enne con un fisico che non aveva niente da invidiare ad una ragazza di vent’anni più giovane: alta 1,70 cm., fisico asciutto ma molto tonico, caschetto biondo platino, bel culo sodo, tette fantastiche (credo una IV misura). Le avevo fatto per così dire questa radiografia poiché eravamo in primavera già inoltrata e l’abbigliamento casalingo con il quale la vedevo sul balcone o sull’uscio di casa permetteva di far sì che il mio occhio da maschio sempre allupato potesse esprimere tali giudizi. Vestiva spesso con pantacollant (sotto si vedeva chiaramente che indossava dei perizomi) e magliettine sportive molto aderenti. Questo abbigliamento le donava veramente tanto anche perché con quel fisico se lo poteva permettere. Ho 45 anni e da quando ero ragazzo ho sempre avuto un debole per le donne più mature: professoresse, parenti, vicine, tutte mi arrapavano veramente tanto, molto di più delle mie coetanee. Questa attrazione mi era venuta quando a 17 anni una mia lontana parente, prozia di mia madre, mi dava ripetizioni di latino. Lei aveva circa 50 anni, una faccia da porca e atteggiamento molto disinibito specialmente quando eravamo soli. Mi accoglieva sempre in casa sua con vestaglie semiaperte dalle quali strabordava il suo corpo opulento (una splendida matura BBW). Tette contenute a malapena in reggiseni neri e di pizzo e gambe sempre in primo piano con calze autoreggenti di color grigio fumo. Per un ragazzo di quell’età quella visione faceva andare in tilt gli ormoni e difatti un giorno in cui non ce la feci più, dovetti farmi un segone nel suo bagno e depositare una quantità impressionante di sborra in un paio di sue mutande che avevo trovato nel cesto della biancheria. (racconterei con piacere il seguito di questa storia ma un’altra volta quando narrerò per filo e per segno l’inizio della mia breve ma intensa storia di come ho perso la verginità con questa signora).Comunque, torniamo a questa di storia…. Scambiando brevissimi dialoghi su come bisognava comportarsi all’interno della corte per le regole del buon vicinato, avevo già colto una certa porcaggine della signora: sia dal tono di voce un po’ basso che mi arrapa tantissimo (tipo quello di una certa presentatrice di Sky Sport), sia dal fatto che aveva cominciato, da qualche giorno, a prendere il sole sul balcone. Mi godevo tutta la scena poiché in quei giorni ero sul tetto a montare il motore del condizionatore: verso le tre del pomeriggio si portava sul balcone, apriva un lettino, si toglieva il prendisole e, bagnandosi con uno spruzzino, si faceva ammirare con addosso un bikini veramente striminzito che a malapena riusciva a contenerle le tette e la figa. Era uno spettacolo talmente arrapante per me che ormai con la moglie si faceva solo la mensile (quando era di vena giusta e ovviamente solo nelle classiche posizioni). Il momento più eccitante era poi quando si spalmava la crema abbronzante su tette, cosce e culo!!! Si accorgeva ovviamente della mia presenza sul tetto ma continuava imperterrita nel suo relax concedendomi anche qualche frase della serie: che bella giornata, ottima per prendere il sole, che caldo che fa, ecc… Io rispondevo annuendo e dicendole che era veramente fortunata ad avere un posto dove poter prendere il sole in quanto la sua casa era esposta bene mentre la mia era quasi sempre in ombra da quella parte. Avevo notato che si stendeva al sole subito dopo che mia moglie andava al lavoro e questo faceva aumentare a dismisura i miei pensieri su di lei. Un giorno, mentre ero nel box a sistemare alcune cose, si mise a chiacchierare con la sua vicina, confinante di balcone, un’anziana signora di 75 anni, e affacciandosi al balcone in costume faceva sporgere e mettere in evidenza le sue belle tette. Il cazzo mi cominciò subito a rizzare tanto che dovetti rientrare un attimo nel box per sistemarmi. Mi coinvolsero nelle loro chiacchiere tanto che dovetti avvicinarmi al balcone e potei così ammirare quella bellezza. Nel frattempo lei si era messa a tirar via alcuni panni stesi ad asciugare ed uno di questi le era caduto giù. Io prontamente mi fiondai a raccoglierlo e potei notare con piacere che era uno slip viola veramente sexy. Lei mi disse che sarebbe scesa immediatamente a prenderlo e così mi avvicinai alla sua porta di casa. Mi aspettavo che si presentasse con qualcosa addosso ed effettivamente aveva indossato un pareo per coprirsi ma…. sorpresa: si era sfilata la parte superiore del costume e i capezzoli si intravedevano attraverso la sottile stoffa. Avevo il cazzo con un’erezione pazzesca già da prima e vedendola così per poco non venni dentro i boxer. Le restituì lo slip aggiungendo che era veramente un capo molto bello e che avrei dovuto regalarne uno così a mia moglie. Lei mi ringraziò e non poté non accorgersi del pacco che spuntava dai miei bermuda. Ci presentammo e allora mi chiese se poteva offrirmi qualcosa di fresco e mi fece accomodare in sala. C’era una bella temperatura che induceva a rilassarsi. Mi sedetti sul divano e ogni tanto sbirciavo all’interno della cucina dove lei era intenta a preparare i cocktails. Di tanto in tanto notavo che si piegava a novanta gradi per prendere qualcosa in frigo e con questo movimento il già striminzito costume le era entrato in mezzo alle sue chiappe. Era uno spettacolo da brividi!!!!! Infatti lei, rientrando in sala, si accorse che avevo la pelle d’oca alle braccia e mi chiese se la temperatura fosse troppo bassa a causa del condizionatore. Risposi che andava bene così forse era stato l’impatto con l’interno fresco rispetto alla temperatura esterna a farmi rabbrividire. Anche lei comunque aveva i capezzoli duri tanto che dovetti rivolgere lo sguardo da un’altra parte. Comunque venne a sedersi di fronte a me dicendomi:

«Allora, vorrebbe regalare uno slip come il mio a sua moglie?».

«Beh… sì, mi piacerebbe….ma credo sia un po’ troppo per lei» – risposi un po’ impacciato.

«In che senso troppo per lei? E’ ancora giovane e mi sembra che abbia anche un corpo che può permettersi tali capi, no?»

«Sì…certo…insomma…» risposi molto titubante.

«Che vuol dire? Non mi dica che sua moglie non ha mai indossato niente del genere?»

«No…no…ha dell’intimo così…ma…ecco, è restia ad indossarlo; dice che non è per niente comodo»

«Ma nooo, invece è comodissimo specialmente se di una certa qualità, tipo quello che gentilmente ha raccolto quando mi è caduto»

«Io lo indosso sempre e sotto l’abbigliamento aderente risulta quasi invisibile e… poi… beh fa sempre un certo effetto sugli uomini, no?».

Io non riuscivo più a deglutire avevo la salivazione azzerata tanto era alto il livello di arrapamento raggiunto. Una bella donna matura mi parlava di mutandine, di comodità nell’indossarle… Ancora un po’ e mi sarei sparato una sborrata mastodontica nei boxer. Continuò la signora:

«Io lo indosso regolarmente anche quando sono in casa, anzi in casa, se non indosso niente sotto, è meglio. Ah ah ah ah»

Rideva della sua battuta e io tracannavo la bibita fresca nella speranza che almeno in parte calmasse i miei bollori.

Risposi: «Si ho notato che lo…slip è di una certa qualità, si sente dalla morbidezza della stoffa» e azzardai «E’ una meravigliosa sensazione al tatto: morbido, vellutato, leggero».

Notai che i capezzoli della signora erano diventati nuovamente turgidi ed un leggero rossore le affiorava sulle guance.

«Beh, devo proprio andare» tagliai corto. «Ho un sacco di cose ancora da fare prima che ritorni mia moglie. La ringrazio per la bibita».

«Di niente» rispose lei. «Anzi, quando vuole farmi un po’ di compagnia…. Sa, sono sempre sola, mio figlio, ormai, passa tutto il tempo a casa della sua morosa».

«Grazie è molto gentile da parte sua; anche lei, se vuole, passi a trovarci: io e mia moglie saremo lieti di riceverla».

Facevo l’educato dicendo quella frase di circostanza. Io, piuttosto, volevo stare da solo con lei, per ammirare quel corpo che mi faceva eccitare da morire.

«La ringrazio, ma penso che a sua moglie io non sia molto simpatica, venga lei a casa mia, ci berremo ancora qualcosa di fresco».

A quel punto mi alzai e mi avviai verso la porta, tenendo la mano sinistra in tasca per nascondere in parte la mia tremenda erezione. Le porsi la mano destra per salutarla e con solo il tocco leggero e delicato della sua mano senti una sensazione di umido all’interno della tasca dove tenevo ancora la mano sinistra. Sicuramente alcune gocce di sperma erano venute fuori per la tanta eccitazione. Comunque salutai ancora e mi diressi sparato nel mio box. Abbassai un tantino la porta basculante e mettendomi in fondo tirai fuori il cazzo e cominciai a farmi un raspone incredibile. Pensavo alle tette della signora, ai capezzoli irti come chiodi: oh quanto avrei voluto prenderli in bocca, tirarli e succhiarli… In quel momento venni in una maniera pazzesca. Sparai grosse gocce di sperma un po’ dappertutto immaginando di schizzare su quelle tette meravigliose. Quella sera tentai di scopare con mia moglie ma come al solito lei mi respinse con la solita scusa:

«Amore, questa sera sono veramente stanca e poi come mai sei più arrapato del solito??? Dai, dormiamo, domattina si va al lavoro!».

Mi addormentai con il pensiero che mi sarei voluto scopare la mia bella vicina in tutte le posizioni ed in tutti i suoi caldi e arrapanti buchi. Passavano i giorni ed Elena era sempre al pomeriggio intenta a prendere il sole. La trovavo così sul balcone quando rientravo dal lavoro e ovviamente io, per poterla ammirare, mi recavo prontamente nel box, anche non avendo nulla di particolare da fare. Un pomeriggio ero intento a pulire l’auto e mentre passavo l’aspirapolvere non mi accorsi che Elena era entrata nel mio box con in mano due bicchieri ed una bibita ghiacciata.

«Buongiorno. Ho pensato di portarti qualcosa di fresco per sopperire un po’ a quest’afa».

Saltai in aria letteralmente perché il rumore dell’aspirapolvere aveva coperto il suo arrivo.

«Salve. Non l’ho sentita arrivare, mi scusi».

«Ma che scusi, possiamo darci del tu o no?».

«Certamente, mi scus…, scusami».

«Ti ho portato qualcosa per rinfrescarti, ho visto che eri così accaldato e sudato ed ho pensato che una bella bibita sarebbe veramente l’ideale. Ho preparato del latte di mandorla con tanto ghiaccio prima di mettermi al sole e… ho aspettato di poterlo bere in compagnia».(Caspita, ha pensato di poterla bere in MIA compagnia?????)

«Grazie sei molto gentile e poi come si dice: chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia!».

Lei iniziò a ridere di quella mia uscita così stupida ma al momento forse ne avrei dette di peggio. Indossava degli shorts inguinali leggerissimi a fiori (erano veramente cortissimi!!!!) e sopra una canotta molto aderente che faceva risaltare le sue magnifiche tette. Piccole gocce di sudore scendevano nel solco tra i due seni e io mi ci sarei buttato a pesce per assaporare quel nettare… Lei portò il suo bicchiere alle labbra, ne bevve un sorso e si passò la lingua con movimenti veramente sexy.

«Mmmmm, che bella fresca questa bibita, ci voleva proprio. Ma vedo che sei tutto sudato anche tu».

E dicendo questo si avvicinò a non più di 30 cm. da me. Io ero a torso nudo (indossavo solo un bermuda) e così dicendo mi passò il bicchiere sul torace e subito i miei capezzoli si rizzarono. Lei se ne accorse guardandomi intensamente negli occhi e in quell’istante una scarica elettrica mi partì dal cervello attraversandomi la colonna vertebrale per andare a finire fino al mio cazzo che cominciò ad indurirsi. Prese allora a strofinarsi il suo bicchiere tra le tette.

«Che bello è proprio rinfrescante non trovi?».

«S…ì, sì… è veramente piacevole».

Intanto i suoi capezzoli facevamo bella mostra tirando la stoffa della canotta: erano drittissimi e mi ci sarei buttato a tirarli con i denti e slinguarli come si deve.

«Toh, anche a me il freddo del bicchiere fa il tuo stesso effetto, tanto che adesso ho dei brividi».

E così dicendo scostò un attimo la canotta facendomi ammirare quelle bellezze: due aureole rosa perfette ed due capezzoli in tiro lunghi come mezzo mignolo. Prese a strofinarsi il bicchiere sui capezzoli e chiudendo gli occhi tirò la testa un po’ all’indietro.

Non ce la facevo più avevo il cazzo che mi scoppiava ed in un momento la mia mano si mosse da sola. Come se vedessi una scena da un’altra angolazione vidi la mia mano andare verso i suoi seni e stringere tra indice e pollice uno di quei bellissimi capezzoli. Lei emise un gemito e come se avesse uno spasmo si appoggiò alla mia auto. Se non ci fosse stata forse sarebbe andata giù per terra. Aveva avuto un orgasmo al contatto con le mie dita: infatti si portò una mano alla sua figa e se la strofinò da sopra gli shorts. Non ci vidi più. Tirai subito giù tutto quel poco che indossavo: boxer e bermuda. Il mio cazzo svettava duro come se fosse di ferro. Avevo la cappella gonfia e rossa che quasi mi faceva male. Lei aprì un attimo gli occhi riprendendosi e vedendomi così con il cazzo duro ebbe un sussulto.

«Che meraviglia – disse in tono basso e con la sua voce arrochita dall’eccitazione – lo sapevo che avevi un cazzo proprio come piace a me: duro, lungo e soprattutto depilato».

Avevo da qualche tempo, infatti, cominciato a depilarmi oltre al torace anche la parte pubica comprese le palle.

«Bello – disse lei – ma non c’è tanto tempo: quell’arpia della signora Maria (la vicina 75enne) mi ha visto entrare qui da te e sicuramente ora è affacciata a vedere e sentire quello che ci diciamo. Io solo a sentire il tocco delle tue dita sui miei capezzoli ho avuto un orgasmo devastante: sono tutta bagnata».

«Me ne sono accorto. Accidenti non ho mai visto una donna godere così velocemente. Te ne sono grato; mi è piaciuto un sacco».

«Sono io che devo ringraziate te, era da tempo che ti desideravo e quindi sono stata veloce a godere a causa dell’eccitazione accumulata».

«Senti, facciamo così: ho una voglia matta di assaggiare il tuo sperma ma non posso più stare qui. Masturbati davanti a me e sborrami nel bicchiere della bibita, mi porterò il tuo nettare in casa e lo berrò poi pensando al tuo bel cazzo».

Accidenti che proposta era veramente arrapante. Nessuna donna aveva voluto bere la mia sborra fino ad allora. Non me lo feci ripetere due volte e misi a smanettarmi il cazzo davanti a lei. Mi piazzò il bicchiere proprio davanti al cazzo durissimo. Venni come una fontana dopo aver dato qualche colpo (eppure ho sempre avuto una buona resistenza) ma la voglia era tanta. Ebbi un orgasmo incredibile: lei mi guardava dritto negli occhi con uno sguardo pieno di eccitazione. I suoi occhi risplendevano di una luce carica di lussuria. Raccolse tutto nel bicchiere e anche qualche goccia che le era arrivata sulle tette.

«Fantasticooooo, mmmmmmmm» diceva mentre si passava la lingua sulle labbra dopo aver raccolto con un dito e portato alla bocca la sborra che le avevo esploso sul seno.

«Ok. Ora devo proprio andare. Porterò un po’ di questa bibita anche alla signora Maria». Aveva volutamente alzato il volume della voce per farsi sentire dalla vicina che di certo era piazzata sul balcone a sbirciare quanto possibile i nostri movimenti. Ma il mio box era in una posizione abbastanza laterale e poi eravamo in fondo dietro l’auto, quindi da fuori non si potevano scorgere i nostri movimenti. Mi diede un leggero bacio sulla cappella che avevo ancora turgida e rossa e gocciolante. Leccò con trasporto un ultima goccia di sperma che usciva e si mise in piedi (era rimasta in ginocchio davanti a me tutto il tempo della mia sega) sussurrandomi:

«Quest’ultima goccia è così buona chissà quando berrò il resto…. Mi sditalinerò mentre manderò giù tutto il tuo nettare».

Così dicendo si allontanò sculettando e, voltandosi, mi mandò un bacio. Che esperienza!!!!! Credevo fosse stato tutto un sogno ma ero ancora là con il cazzo fra le mani pensando a quale fantastica cosa mi era successa. Rimasi ancora con boxer e bermuda giù fino ai piedi per non so quanto tempo. Mi risvegliai da quel meraviglioso sogno sentendo il rumore familiare di un’auto entrare nel cortile: era mia moglie che rientrava a casa. Da quel giorno mi tiravo delle seghe pazzesche pensando a quello che era accaduto e a cosa avrei voluto farle se avessimo avuto più tempo e magari senza nessuno che ci sentisse. Vivevo come in un limbo: al lavoro ero apatico, svogliato. A casa riuscivo solo a sdraiarmi sul divano e pensare a lei e a cosa mi era successo. Avevo una voglia matta di scopare e con mia moglie era purtroppo sempre la stessa solfa: posizione classica del missionario, sborrata sulla sua pancia e poi a nanna!!!! Avevo il cervello e, specialmente il cazzo, in pappa: non facevo che pensare alla mia vicina che vedevo sempre lì sul balcone a prendere il sole. Ma la fortuna inaspettatamente mi venne incontro. Era un venerdì di luglio, intorno alle 14.00 (il venerdì stacco dal lavoro alle 13.00) ero intento a stendere i panni che mia moglie aveva lasciato dopo essere andata via. Elena stava uscendo e diceva alla sig.ra Maria, con un tono di voce abbastanza alto e guardando nella mia direzione:

«Vado a prendere un po’ di sole giù al fiume, c’è più fresco e poi….magari incontro qualcuno che mi faccia compagnia, chi lo sa???? Ahahahah».

Aveva chiuso la frase con una risatina che mi aveva messo i brividi addosso nonostante ci fossero più di 30 gradi.

«Metto il lettino in auto e tra 10 minuti parto, non è che vorresti venire con me? » disse rivolta alla Sig.ra Maria.

«Ma dove vuoi che vada, io??» rispose la Sig.ra Maria.

«Vai, vai pure e se incontri un bel giovanotto fatti un bagno anche per me!! Ahahahaha».

Avevo il cuore che mi batteva a mille. Dovevo decidere in un battibaleno se approfittare o no della situazione: era un chiaro invito da parte di Elena. Mi fiondai a prendere un telo da bagno, infilai in uno zainetto i boxer da mare, un paio di infradito, della crema solare e feci i gradini (la mia casa è su tre livelli) due alla volta rischiando anche di scivolare. Uscì di casa in soli 5 minuti e andai a prendere la macchina. Intanto vedevo che Elena era indaffarata a mettere nella sua auto un lettino e mi precipitai la lei per aiutarla.

«Posso darti una mano? Ma dove vai di bello?» le chiesi.

«Vado al fiume a sdraiarmi al sole un paio d’ore».

«Beata te, io devo per forza andare a fare un po’ di spesa, non c’è più niente in frigo».

Dissi l’ultima parte della frase con un volume un po’ più alto in modo che sentisse bene la Sig.ra Maria. Così Elena si mise in auto dandomi un’occhiata che era tutto un programma. Tirai fuori l’auto dal box e mi avviai verso il fiume. Elena era davanti a me e andava pianissimo. Mi tirava delle occhiate tramite lo specchietto retrovisore e ad un certo punto, dopo un chilometro circa da casa, vedo che inserisce la freccia e si accosta a destra in uno spiazzo lungo la strada. Faccio anche io la stessa cosa. Scendo e mi avvicino al suo finestrino.

«Hai bisogno di una mano?» le dico. E lei alzando lo sguardo verso di me mi sussurra con un tono di voce carico di voglia: «Ho bisogno di qualcos’altro, magari un bel cazzo come il tuo, che dici?».

Mandai giù un boccone invisibile e sussurrai: «Per una bella signora come te il mio cazzo è sempre a disposizione, dove vuoi che lo metta?».

«Dove più ti pare, mio caro. Mi devi allagare con la tua sborra. A proposito: la tua ha un sapore buonissimo».

Non credevo alle mie orecchie. Finalmente avevo trovato la donna dei miei sogni: troia, porca, vogliosa e consapevole della sua maialaggine.

«Quindi…te la sei bevuta per davvero» riuscì a malapena a risponderle.

Mi sentivo come un ragazzino che aveva i primi contatti con il genere femminile.

«Certo, e ne ho dato un bel bicchiere anche alla sig.ra Maria!!!! Vedessi come se l’è scolato: tutto d’un fiato. Ahahahah».

«Certo e magari si è pure leccata le labbra, vero??» dissi io con un’eccitazione incredibile.

Avevo il cazzo che stava per bucare i bermuda per quanto era duro. Lei se ne accorse e disse indicando la patta dei miei pantaloni:

«Vedo che eventualmente un bel cric per sollevare l’auto lo abbiamo….» e continuò: «Senti, bando alle ciance, ho una voglia che nemmeno immagini» azzardai io con uno sguardo diventatomi improvvisamente duro. Non mi sarei mai aspettato che io dicessi quelle frasi che si trovano solo nei film porno.

«Anche io non resisto più, senti sono tutta bagnata».

E con un gesto improvviso (lei per tutto il tempo era rimasta seduta nella sua auto) prese la mia mano e se la portò sulla sua figa. Era veramente bagnata fradicia!!!

«Mmmmmmmhhh – cominciò a mugolare – ho la patata in fiamme».«Vero….è fantastica» risposi. Dopo aver pastrugnato per bene quella meraviglia mi portai le dita al naso per assorbire quel profumo che mi inebriava i sensi. Lei allora si allargò con una mano l’elastico dei pantaloncini e con uno sguardo pieno di libidine mi invitava ad infilarci una mia mano. Così feci e allungai una mano verso la sua figa tutta rasata dalla quale spuntava un clitoride durissimo. Lo strinsi e lo rigirai tra il pollice e l’indice e lei ebbe un sussulto. Subito dopo vidi che era venuta: la figa era piena del suo nettare divino e fiondai dentro indice e medio uniti. Li feci scorrere più volte dentro e fuori e poi li tirai fuori. Mi portai le dita alla bocca e le succhiai. Lei con la destra cominciò a toccarsi il clitoride e con la sinistra strinse il mio cazzo da sopra i miei bermuda. Stringeva e scorreva la sua mano fino a quando non venni copiosamente…. Fu una sborrata incredibile: ero pieno fino all’inverosimile. Avevo i bermuda ed i boxer da bagno completamente pieni. Lei improvvisamente mi aprì la zip e infilò dentro due dita raccogliendo la mia crema. Con uno sguardo che mi fece rizzare nuovamente il cazzo si portò le dita alla bocca e iniziò a leccarle con una tale cupidigia che le fece socchiudere gli occhi e far uscire un gemito di godimento. Ero come in trance, non riuscivo a proferire parola se non respirare affannosamente. Quella donna mi aveva letteralmente stregato la vista e i sensi!!! Pensavo che queste cose accadessero solo nei film e nei racconti di fantasia ma… era tutto vero e stava accadendo a me!!!

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Scritto da:

Lettore affascinato dalla fantasia e dalle situazioni vere o immaginarie. Mi dedico a scrivere dei racconti che a volte partono da momenti veri vissuti.

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