L’idraulico

Categorie: Esibizionismo, Etero
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Ieri sera te l’avevo detto che questa mattina presto sarebbe venuto l’idraulico, eppure quando ha suonato il campanello tu ancora dormivi, hai solo biascicato qualcosa, va beh, ho chiuso la porta della camera e sono andato ad aprirgli.
Siamo in cucina a lavorare, cioè lui lavora, io guardo e se gli serve gli passo qualche attrezzo visto che per la precisione è infilato sotto il lavandino, a smontare il rubinetto che ci sta cambiando, quando finalmente arrivi tu.
Sei bellissima, tutta scarmigliata con i capelli ruffi e dritti sulla testa, un segno evidente del cuscino sulla guancia e gli occhi ancora mezzi chiusi, saluti debolmente e ti dirigi al frigo. Sento che l’idraulico si è fermato, ti guardo meglio, la camicia da notte di per se non sarebbe nulla di speciale, una semplice
camiciona di flanella a scacchi tutta allacciata sul davanti, ma quando ti allunghi per prendere lo yogurt la camicia risale parecchio, posso solo immaginare cosa può aver visto l’idraulico dalla sua posizione.
Continui a prendere cose dai cassetti e sportelli per prepararti la tua colazione poi ti siedi al tavolo per mangiare, fuori dalla sua vista, a questo punto l’idraulico riprende a lavorare, ma passa poco che riemerge da sotto il lavandino per cercare una chiave nella borsa degli attrezzi che potevo benissimo cercare io.
Ma da quella posizione chissà cosa vede sotto il tavolo, ci mette un po’ a trovare la chiave giusta, mentre tu indifferente continui a mangiare guardando il cellulare, quando sollevi lo sguardo ancora mezzo assonnato lui ritorna al suo lavoro.


“Non dovete staccare l’acqua vero?”
“No, solo qui, perché?”
“Vado a farmi una doccia allora!”


Ti seguo con lo sguardo mentre ti alzi e ti dirigi nel corridoio, mentre cammini inizi a sollevarti la camicia e te la sfili rimanendo nuda prima di entrare in bagno, lui non può averti visto dalla sua posizione ma io mi sono goduto tutta la scena e tu lo sai benissimo, tanto che mi lanci un sorriso prima di scomparire.
Quindi sotto la camicia non avevi nulla, guardo l’idraulico e mi chiedo cosa abbia visto lui.
Deve avere più o meno la nostra età, ma sembra più giovane. Potrei dire che è il mio esatto opposto, fisico muscoloso e scattante di un frequentatore assiduo di palestre, capelli lunghi e biondi raccolti in una coda, barba curata di chi sa come piacere. Anche con i vestiti da lavoro sembra un modello ad una sfilata. Mi pare pure si intuisca un gonfiore sospetto e piuttosto consistente sotto i pantaloni da lavoro…
Avrà immaginato chissà cosa mentre so benissimo che tu l’hai fatto solo per me per eccitarmi per provocarmi.
Sento la doccia che va, vorrei venire da te, ma nel frattempo l’idraulico ha quasi finito, butto un’ultima occhiata verso il corridoio e aiuto l’idraulico ad uscire da sotto il lavandino.
Sul tavolo della cucina facciamo i conti e lo pago, mentre vedo che ogni tanto butta l’occhio nel corridoio dove si vede il vapore della doccia bollente uscire dal bagno.
Lo accompagno alla porta e per farlo dobbiamo passare davanti al bagno, hai lasciato la porta socchiusa, lui è dietro di me e lo so che non può fare a meno di lanciare uno sguardo fugace dentro, ma l’ho fatto pure io e questa volta so cosa ha visto.

Abbiamo visto la tua immagine riflessa nello specchio completamente appannato dal vapore, l’immagine molto sfuocata del tuo bellissimo corpo nudo sotto la doccia.

Lo saluto sulla porta, sembra non voglia andarsene, mai stato così ciarliero e gentile. Quando finalmente riesco a chiudere la porta torno in cucina a sistemare.

“E’ già andato via?”

“Si”

Mi giro e ti vedo dietro di me in accappatoio che ti strofini i capelli con un asciugamano rosso, sei appena uscita dal bagno seminando impronte. Mi guardi senza dire nulla, mentre continui a sfregarti i capelli piano piano l’accappatoio si apre svelando il tuo corpo. Mi avvicino senza perdere il contatto dei tuoi occhi, ti sfioro un seno, lo prendo in una mano ma non riesco a contenerlo tutto, ti accarezzo il collo e la clavicola poi la spalla facendoti cadere l’accappatoio da questo braccio, faccio lo stesso dall’altra parte, ora sei completamene nuda davanti a me, anche l’asciugamano che usavi sui capelli è caduto a terra. Ti volti e vai al lavandino, guardi il rubinetto nuovo, lo apri, lo chiudi.

“Ha fatto un bel lavoro, mi piace!”

Sono dietro di te, mi abbasso calzoni e mutande e mi appoggio a te, mi aiuti ad entrare mentre ti reggi al rubinetto. Inizio a spingere senza tanti riguardi tenendomi forte ai tuoi fianchi. Sento il tuo seno che sbatte ad ogni colpo che ti do, sento la tua voce accompagnarmi con dei piccoli urletti che salgono di intensità man mano che continuo, sempre più forte sempre più alti. Vorrei dirti di non appoggiarti lì che rischiamo di romperlo. Ma non riesco ad articolare niente di comprensibile e vengo grugnendo dentro di te, mentre urli accasciandoti sul lavandino. Mi sistemo i pantaloni mentre ti guardo dirigerti sculettando verso la camera. Provo anche io il rubinetto, si funziona non l’abbiamo rotto.

“Per un attimo ho pensato che avessimo subito rotto il rubinetto e che dovessi richiamare l’idraulico, ma per fortuna non è successo nulla” ti urlo verso il corridoio.

Dalla camera si sente appena un “per fortuna?!” rimango un attimo interdetto, era un punto interrogativo od esclamativo?

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Mi piace scrivere racconti erotici in cui mischio realtà e fantasia, hai letto un mio racconto? fammi sapere cosa ne pensi, consigli e critiche sono ben accette.

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