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Categorie: Etero, Tradimento
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Il tuo lavoro di bocca era stato fantastico. Ora toccava a me.

Ti metto le mani sui fianchi, ti restituisco il bacio sulla fronte. Mi guardi, sorridi e poi chiudi gli occhi appoggiando la testa alla fredda lamiera della macchina. 

Passo al collo a mia volta, vi dedico alcuni attimi. Piccoli risucchi umidi sul lato destro, dai tuoi tremiti sento che ti piace. Mi esplori la schiena senza meta precisa e in me si ridesta il desiderio. “Non ora” penso. “Ora tocca a te”. 

Le mie mani si fanno strada sotto la tua maglietta, voglio sentire i tuoi seni e i tuoi capezzoli. Ti sposto un po’ il reggiseno, eccoli già turgidi di voglia e forse anche dal freddo della sera. Il tuo seno morbido si lascia accarezzare, te lo spremo leggermente, amo quella sensazione. 

Prendo i tuoi capezzoli tra le dita e li strizzo un pochino ci gioco un po’. 

Li raggiungo con la bocca dopo averti alzato del tutto la maglietta. Le mie labbra si posano sul tuo seno sinistro e comincio a succhiarlo, piano, ci dedico un po’ di tempo mentre con la mano destra rigiro e tiro dolcemente il capezzolo. 

Lo prendo tra i denti e lo tiro leggermente esploro le sue pieghe con la lingua.

La notte buia e silenziosa di riempie dei tuoi brevi gemiti di piacere. 

Con la mano sinistra passo a palpare il tuo morbido sedere, prima fuori da jeans.

Torno a concentrarmi al lavoro di bocca che stavo facendo, la lingua crea dei piccoli cerchi. 

Un gioco continuo tra la lingua, le labbra e i denti. Il tuo corpo è un tremito unico, hai voglia di altro, ma ti stai godendo l’attesa di quel momento.

 Il respiro diventa più corto, ti scappa qualche gemito di piacere più forte degli altri.

Mentre ti bacio i seni, la mia mano sinistra si fa spazio tra i tuoi pantaloni fino ad arrivare alle cosce, le allarghi il giusto per fare sì che possa accarezzarti all’interno. Ogni volta che la mia mano si avvicina all’inguine sento un fremito e il tuo tentativo di spingerlo forte sulla mia mano. Le tue mani sulle mie spalle cercano di spingermi più in basso.

Tolgo un po’ di pressione con la mano e mi allontano dal tuo seno che riflette umido la luce della luna.

Mi guardi stupita, il gioco voglio farlo io questa volta. 

Apro la porta della macchina e ti faccio sedere sul sedile. Ti sdrai. 

Ti bacio sopra i pantaloni, cerchi di sbottonarti, hai fretta di godere, io invece voglio prendermi tutto il tempo necessario. Voglio farti scoppiare di piacere, voglio bere tutti i tuoi copiosi umori.

Ti slaccio lentamente i pantaloni e pian piano te li sfilo, gioco un po’ con le dita sopra le tue mutande, disegno piccoli cerchi sopra il tuo clitoride e passo lentamente le dita sopra lo spacco, premendo leggermente come per penetrarti. 

Sei molto bagnata constato, ti sposto di lato il lembo ormai fradicio. Rasata perfetta. La adoro!

Continuo ad accarezzarti con le dita, pian piano mi addentro tra le tue carni, col pollice cerco il punto più caldo. Un tuo lungo gemito mi fa capire che l’ho trovato. Lo accarezzo piano piccoli cerchi sempre più veloci. Poi mi stacco e mi allontano quel minimo per accarezzarti  le cosce, parto da lontano vicino al ginocchio, pian piano salgo verso le tue labbra, poi scendo di nuovo e mi dedico all’altra gamba, ti bacio dolcemente l’interno coscia, piccoli baci in fila, più mi avvicino e più ti sento tremare. Sento che quando i baci si fanno molto vicini all’inguine smetti di respirare, in attesa di sentirmi. Mi allontano, voglio farti soffrire e far crescere la tua attesa. Faccio questo gioco un paio di volte. 

Finalmente arrivo al mio obiettivo. 

Sento di nuovo il turgore nel mio basso ventre. Anche sta volta mi riprendo, non è il mio momento questo, ora è il tuo. Torno a concentrarmi su di te. 

Cerco di prendere il tuo fiore aprendo il più possibile la bocca e succhiandolo dolcemente. Chiudo la bocca, il gusto del tuo nettare mi fa impazzire, avrei voglia di penetrarti. Non ora!

Do piccoli baci su tutte le labbra. 

Finalmente comincio ad usare la lingua, la passo lungo tutta l’apertura chiudi le gambe di scatto, il piacere ti avvolge di colpo come un onda improvvisa. Ti rilassi e ritorno a dedicarmi a te.

Cerco il clitoride, lo lecco lentamente. È gonfio e caldo lo prendo tra le labbra e poi lo succhio con passione. Come se non ci fosse altro obiettivo per me in quel momento.

Mi metti le mani sulla testa, cerchi di attrarmi a te il più possibile. Sento il tuo odore acre farsi più intenso. Un altro gemito forte e prolungato, il tuo corpo trema e si agita senza fermarsi. Fatico a tenerti a bada. Ti do un attimo di respiro, la tua sofferenza nell’attesa mi dà piacere.

Ti calmi un attimo e torni a respirare in una parvenza di normalità. Riaffondo la lingua cerco di spingerla il più in fondo possibile. La faccio girare gustandomi le tue pareti interne, le lecco per bene, certe volte più lentamente e altre in maniera più decisa e rapida.

Torno a dedicarmi al tuo clitoride che sento pulsare sotto la lingua.

Accompagno il lavoro usando anche le dita, comincio con una che faccio scivolare avanti e indietro, poi una seconda. Ti penetro facendo pressione sulla parete superiore, trovo un punto più ruvido del resto, mi dedico un momento. Un forte urlo ti esce dalla bocca, le tue gambe tornano a chiudersi sulla mia testa, innalzi il bacino nelle contrazioni: “Oddio sì!!!”. Riesci a dire flebilmente: “Non smettere, non smettere, cazzo!”.

Non ne ho nessuna intenzione.

Dentro e fuori dentro e fuori, tremi e ti muovi convulsamente, il tuo bacino preme contro la mia faccia ormai umida dei tuoi umori, emetti gemiti soffocati dal braccio che tieni davanti alla faccia. Sento parole sconnesse 

“Oh mio…godo…di più…”

Dentro fuori, dentro fuori.

“Oh sì…”

Rallento per poi fermarmi, rimani in attesa, mi metti una mano sulla nuca e mi avvicini a te. 

Comincio a scoparti la figa con la mia lingua. Stai impazzendo, i tuoi gemiti sono ora incontrollati.

Poi riprendo con le dita.

Dentro fuori ancora, come prima.

Con la lingua e la bocca torno al clitoride. 

Di nuovo i tuoi gemiti si fanno più forti e brevi. 

“Non smettere!! Ti prego…!!”

Torni a tremare fortemente, sento le onde di piacere attraversarti il corpo, i tuoi succhi sgorgano sempre più abbondanti… sono in estasi anche io.

“Oddio vengo, sì, oddio…”

Ad un certo punto ti sento bloccarti e smettere di respirare, il gemito diventa un flebile respiro. Tutto si ferma per pochi lunghissimo attimi, ti contrai tutta come se le ossa dovessero saldarsi insieme. 

Poi con un forte gemito ti lasci andare in un forte e potente orgasmo. Mi schiacci la faccia sul tuo inguine con il bacino tenendomi attaccato a te con la mano. Sento un schizzo arrivarmi in bocca del tuo nettare acre. Non riesci a controllarti, le tue gambe si chiudono forte, mi fai un po’ male, ma non mi interessa. 

Interminabili istanti di cruda sconnesse e tremiti incontrollati mi accompagnano in questa danza sconnessa. 

Pian piano il tuo corpo si calma.

“Oddio…” 

È l’unica cosa che riesci a dire. 

Passi alcuni minuti sdraiata sui sedili della macchina, qualche tremolio ogni tanto.

“È stato.. è stat…” non riesci a concludere la frase.

Ti do un bacio sulla vulva. Poi ci passo di nuovo un dito per capire come stai: “Lasciami qualche istante per favore”. 

Ti metti a sedere.

Mi fai un po’ di spazio. 

Mi siedo anch’io bordo della macchina, vicino a te. Sento il sedile umido sotto di me. Sorrido soddisfatto. Non mi era mai capitato di dare piacere in quel modo. 

Passano diversi minuti nei quali stiamo in silenzio. Mi guardi mi baci rapidamente: “E’ stato incredibile, ma credo aver fatto un casino” dici mettendo una mano vicino alla mia seduta. 

“Ora arriva la parte bella, ma prima ho bisogno una sigaretta”

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