La nostra prima volta

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Categoria: Incesto
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La nostra famiglia è composta solo da me Katia e mio fratello Lorenzo.

I nostri genitori morirono quando eravamo molto giovani e Lorenzo, che era già maggiorenne divenne il mio tutore e trovò un lavoro che mi permise di prendere la laurea in giurisprudenza e di avere un ottimo impiego.

Fin qui, direte, tutto normale, ma c’è qualcosa che ci distingue dagli altri: noi due ci amiamo appassionatamente.

La prima volta successe alla festa per i miei diciott’anni: la mattina dopo Lorenzo era sconvolto e disse che non l’avrebbe più fatto e che era stata colpa del troppo alcol bevuto.

La nostra prima volta fu anche la mia prima volta. Avevo un vestito corto e scollato molto differente da come mi vestivo di solito. Lorenzo quando mi vide, rimase interdetto e disse: “Non sembri neanche tu, Katia. Davvero se non sapessi che sei tu, ci proverei.”

Io arrossii e rimasi zitta. La serata trascorse con me che ballai con tutti i miei compagni di scuola e amici finché arrivò il lento con Lorenzo. Mi stringeva un po’ troppo per essere mio fratello, ma a me piaceva stare appiccicata a lui e sentire il suo cuore battere selvaggiamente e anche un gonfiore inequivocabile lì sotto. Eravamo così immersi nella nostra bolla da non renderci conto che la musica era finita finché tutti non vennero a salutarmi e a dirmi che ci saremmo visti o a scuola o in giro. Io li salutai e rimasi sola con Lorenzo, che mi guardava come un uomo, non come mio fratello. Aveva uno sguardo fisso nei miei occhi e non solo, anche sul mio seno, una quarta naturale. Io ricambiavo il suo sguardo. Lui si avvicinò, mi strinse ancora una volta tra le sue braccia muscolose, mi prese una mano e me la mise sulla patta.

Io cercai di toglierla, ma lui: “Katia, lo senti l’effetto che mi fai. Fammi un pompino, rendimi l’uomo più felice del mondo.”

“Queste cose non si fanno tra fratelli e sorelle.”

Lui tirò giù la cerniera della patta e mi mise il suo cazzo in mano. Allora iniziai a segarlo.

“Lo vedi che ti piace, prendi il cazzo in bocca”.

Io mi inginocchiai e presi la sua verga nella mia boccuccia sentendola crescere ulteriormente.

Lui mi mise la mano sulla testa per tenerla ferma e poi iniziò a scoparmi la bocca dapprima molto lentamente, poi acquisendo un ritmo via via più veloce, finché venne con un getto potente di sperma, così potente che mi colò giù sul seno. Dopo essersi riavuto mi guardò sconvolto.

“Scusami, non so che cosa mi sia preso, ti ho trattato come una puttana. Non succederà più”.

“A me è piaciuto.”

Mi alzai e nel mentre prendevo il suo seme con le dita e lo leccavo come fosse la più dolce delle delizie.

“Lorenzo ti desidero”

“Katia smettila, altrimenti non rispondo di me.”

“E’ quello che voglio.”

Mi spogliai e rimasi nuda con un completino sexy di pizzo nero che faceva risaltare la mia pelle candida.

Lorenzo si avvicinò e mi baciò in modo esitante, gentile e poi via via sempre più appassionato.

Le sue mani toccavano tutto il mio corpo finché non mi tolse il reggiseno.

“Ora te lo posso dire, sono due anni che fantastico sul tuo seno, è ancora più bello di quanto credevo. Più burroso e morbido. Oh mio dio, mi fai impazzire. Ti voglio, non resisto.”

Io gli presi la mano e andammo in camera. Mi buttò brutalmente sul letto, si spogliò rompendo i bottoni della camicia e si buttò su di me. Mi baciò dappertutto finché mi tolse le mutandine e mi leccò freneticamente la fica. A me sfuggirono i primi gemiti che aumentavano via via di volume, tanto che mi mise la mano sulla bocca per via dei nostri vicini. Non credevo che essere leccata lì facesse eccitare così tanto. Poi smise e mise il suo cazzo sopra la fica. Io lo presi in mano, lo accarezzai, ma Lorenzo si alzò per prendere i preservativi dicendo:

“Ci mancherebbe solo che restassi incinta. Lo dobbiamo impedire a tutti i costi. Lo so che questa è una pazzia, ma ti desidero tantissimo, devo averti.”

“Anche io ti voglio da molti anni però ho sempre represso il mio desiderio.”

Lorenzo mi baciò, andò nella sua camera per i preservativi e se ne infilò uno dicendo: “Ti insegnerò a metterlo, mi piace quando è la donna a farlo.”

Io non fiatai e lasciai fare a lui.

“Mettiti a pecorina”.

“Cioè?”

“A quattro zampe, lo so può sembrare animalesco, ma ti piacerà moltissimo. Ti fidi di me?”

“Sì”.

Mi misi in posizione, lui dietro di me, sentii il suo cazzo entrare lentamente, mi sfuggì un gemito dal dolore.

Lori si fermò. “Vuoi che smetta?”

“Continua, sono sicura che andrà meglio.”

Mi penetrò tutta, io sentivo dolore, ma sapevo che la prima volta è così. Il suo cazzo entrò ed uscì dalla mia fica dapprima lentamente, poi prese a pomparmi sempre più velocemente. Iniziai a gemere di piacere finché non ebbi un orgasmo che mi fece tremare tutta. Un orgasmo differente da quelli che mi procuravo da anni con la masturbazione. Lorenzo doveva ancora venire, ma tolse il cazzo dalla fica, si tolse il profilattico e mi ficcò ancora una volta il suo cazzo in bocca. Io presi a succhiare e succhiare mentre Lori mi chiedeva di fare lentamente per ritardare il suo orgasmo.

Ad un certo punto disubbidii e iniziai a spompinarlo con gusto.

“Per essere la prima volta, sei bravissima.”

Io arrossii e meno male che lui non poteva vedermi. In verità, io avevo fatto i bocchini a tutta la classe e anche ai miei amici.

La sua sorellina non era quella santarellina che lui credeva, ma trascorsero anni prima che glielo dicessi.

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2 commenti

  1. William Kasanova
    17/03/2024
    16:49

    Ottimo racconto 👍

    1. Xyz123
      17/03/2024
      16:53

      Anche la tua serie “Il vecchio torchio” è scritta molto bene e super eccitante.

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