Nuove conoscenze nello studio di Veronica

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Categoria: Lesbo
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Torno a casa che è quasi ora di cena e dico a mio marito del lavoro e lui mi dice: “Magari così, non ti dovrò passare il mantenimento.”

Io: “Lo spero anch’io. Sono dipesa troppo da te.”

Lui: “Che vorresti dire?”

Io: “Non ti accorgi di essere maschilista.”

Lui: “E allora?”

Io: “Va bene, finiamola qui, sono stanca.”

Lui: “Ok mangiamo. Ho fame.”

Mangiamo in silenzio. Io non vedo l’ora che lui se ne vada o il contrario, dipende da cosa deciderà il giudice per la separazione.

Io mi addormento sul divano, come sempre.

La mattina successiva, sono pimpante, non vedo l’ora di essere allo studio di Veronica per imparare.

Mi vesto con un completo quasi maschile, giacca e pantaloni. Un gessato bellissimo con sotto una camicetta azzurra.

Arrivo allo studio, la segretaria che si chiama Michela: “Ah, eccoti arrivata. Lo so, che avrai questo posto perché sei raccomandata per altre qualità. Comunque, ti voglio dire che la dottoressa Veronica è precisa e puntuale e lo stesso lo vuole per la sua segretaria. Peccato, che sia una grande porca, ma questo tu lo sai già.”

Io avvampo e le dico: “Devo vedere come lavora. Il resto, lo sappiamo entrambe, ma a lei non deve interessare.”

Lei: “Va bene, forse ho parlato troppo. E’ l’ora di aprire lo studio per le pazienti.”

Io: “Vado io.”

Lei: “Va bene.”

Io apro e mi ritrovo davanti tre donne, di cui una in gravidanza che si presenta come Mirka, mi fa l’occhiolino e mi chiede se può passare per prima.

Io mi rivolgo a Michela che dice: “Signora, deve aspettare il suo turno. Vedo qui, che lei è seconda.”

Mirka: “Ma le altre volte, la dottoressa mi faceva passare per prima.”

Michela: “Senta, ne deve parlare con la dottoressa e le signore qui presenti.”

La prima che si chiama Carmela dice che deve tornare rapidamente al lavoro e che non può farla passare per prima.

Succede una cosa imprevista ossia Mirka dà un bacio in bocca a Carmela.

Questa le dà un sonoro schiaffo, poi risponde appassionatamente al bacio.

Michela: “Se dovete fare le porcherie, almeno andate nello studio.”

Loro vanno lì e io le seguo, non so neanche perché. In verità, sono curiosa di vedere una donna incinta bellissima come Mirka all’opera.

Mirka si sdraia sul lettino, si leva le mutande, si tira su il vestito e Carmela si mette a leccargliela, mentre a Mirka scappano gemiti finché ha il primo orgasmo.

Poi le dice: “Carmela è la prima volta?”

Carmela: “Sì, non so davvero cosa mi sia preso.”

Mirka: “Ti è preso, che hai voglia di una passera, ecco cosa.”

Carmela: “Ma io credevo di essere totalmente etero. Non ho mai guardato le donne per farci sesso.”

Mirka: “Anche io, ho fatto sesso per la prima volta con una donna, solo qualche mese fa.”

Carmela: “Ma eri già incinta?”

Mirka: ”Sì. La mia amica del cuore ha detto che non ha saputo resistere alle mie curve.”

Carmela: “Sei veramente bellissima. Voglio vedere le tue tette, le voglio mangiare.”

Nel frattempo, io mi sono messa su una sedia e mi sto masturbando mezza svestita e gemo molto forte, non vergognandomi delle due donne che non conosco.

Le due mi guardano e Mirka mi dice: “Sei una porca senza vergogna. Vuoi leccare la mia passera mentre Carmela ciuccia le mie tette?”

Io: “Certo, vengo subito.”

Mirka si spoglia completamente, Carmela si mette a leccarle le tette e io la passera. Mi piace moltissimo la sua passera, ha un clitoride pronunciato ed è pelosa e mi piace anche quello.

Io chiedo a Mirka se suo marito sappia dei suoi rapporti con le donne.

Lei mi risponde che qualche volte, l’hanno fatto in trio, ma che le piace di più o solo con suo marito, o solo con la sua amica.

Una volta mi dice, suo marito si è limitato a osservare loro e le è piaciuto anche così.

Io ho voglia di essere masturbata, scopata e dico a alle due donne: “Ho tanta voglia, qui nello studio ci sono dei dildo, una delle due mi vuole scopare con quello?”

Carmela mi chiede: “Cosa è un dildo?”

Io: “Un cazzo finto.”

Lei: “Ma fa male?”

Io: “Assolutamente no.”

Lei: “Ma è meglio un cazzo vero.”

Io: “Dipende dalla lunghezza e dal diametro. Io godo di più con quello che con il cazzo di mio marito.”

Lei: “Tuo marito che ne dice?”

Io: “Ci separiamo. Abbiamo avuto un bull, ma a lui non sta più bene e quindi ognuno andrà per la sua strada.”
Lei: “Cos’è un bull?”

Io: “E’ un altro uomo che ti scopa con il consenso anzi con il piacere di tuo marito che prende il nome di cuckold.”

Lei: “Mi sento ignorante in questa materia.”

Io: “Anche io lo ero e non credevo che avrei mai fatto certe cose. Ma ora basta parlare, voglio godere.”

Vado a prendere il dildo nel cassetto della scrivania, dove lo tiene Veronica.

Carmela guarda il dildo e dice: “Mi sembra un po’ grosso, temo di farti male.”

Io: “Non ti preoccupare, se me lo farai, te lo dico.”

Lei: “Va bene.”

Lei me lo infila maldestramente, poi invece prende un buon ritmo e io gemo come maiala.

Mirka che ci guarda, masturbandosi anzi sgrillettandosi come una dannata dice: “Sei una porca. Ma sei sempre stata così? Hai un aspetto così perbene.”

Io: “No, sono diventata così intorno ai cinquant’anni.”

Lei: “Ahhhh e come ti chiami, non ci siamo presentate.”

Io: “Azzurra.”

Lei: “Ci vorrebbe un letto, qui siamo scomode. Vi vorrei invitare a casa mia, se siete d’accordo. Ho una camera fantastica, con lo specchio sopra il soffitto, così ci possiamo guardare mentre lo facciamo.”

Io e Carmela all’unisono: “Non vediamo l’ora.”

La porta si apre, è Veronica e rimane un attimo interdetta, poi va da Mirka le dice: “Buongiorno Mirka, sì anche io avrei voglia, però devo visitare sennò accumulerei troppi ritardi e perderei le pazienti.”

Mirka: “Scusi dottoressa, ci siamo lasciate prendere dall’eccitazione.”

Veronica: “Lo so, anche io so cosa significa, ma ora la debbo visitare.”

Veronica a noi due: “Su, rivestitevi in fretta.”

A me: “Tu sei venuta perché devi sostituire la mia segretaria, quindi vai di là, per favore.”

Io: “Scusami davvero.”

Mi vesto e vado di là, con Michela che mi lancia uno sguardo feroce e mi dice: “Sei una porca, ecco perché piaci alla dottoressa.”

Io: “Michela, lo so, anche da sola e non c’è bisogno che tu lo dica a voce alta.”

Lei: “Su al lavoro, che stamattina, c’è il pieno di pazienti.”

Nello studio ci sono ben cinque donne che mi guardano con scherno.

Io arrossisco, vorrei sprofondare.

Michela mi fa all’orecchio: “Le pazienti sanno cosa succede nello studio della dottoressa, ma vengono lo stesso per la sua competenza.”

Io: “Lo so, bene.”

Mirka esce e mi dà un bigliettino con il suo numero di telefono e mi dice: “Spero di vederti presto.”

Io: “Anche io.”

Dopo circa dieci minuti esce Carmela, anche lei mi dà il suo numero di telefono: “Voglio vederti da sola senza Mirka.”

Io: “Vedremo.”

Veronica mi chiama con l’interfono, io vado nello studio e lei: “Il primo giorno, già hai fatto conquiste, brava. Io ci avevo provato con Carmela, ma lei non si è mai lasciata andare con me.”

Io: “Veramente, è stata Mirka ad iniziare.”

Lei: “Lo so, me l’ha detto.”

Io: “Ma non ti dispiace, se le vedo?”

Lei: “Un po’, ma anche io come sai vedo altre persone. Ora torna di là e per oggi fai la seria.”

Io: “Ok.”

La giornata trascorre frenetica, Michela con pazienza mi insegna ad usare il programma per le prenotazioni e i pagamenti.

Io imparo in fretta, non è difficile, per fortuna.

Arriva la sera, torno a casa e mio marito mi fa: “Hai lavorato o hai fatto altro?”

Io: “Ho fatto tutti e due.”

Lui: “Con la dottoressa?”

Io: “No, con due pazienti.”

Lui: “Che maiala.”

Io: “Sì è vero, ma tu non sei in grado di soddisfarmi.”

Lui mi dà un sonoro schiaffo e io mi metto a urlare dicendo: “VOGLIO CHE TU VADA DA TUA MADRE. NON CE LA FACCIO PIU’!”

Lui: “Devi avere pazienza.”

Io: “Lo so, purtroppo.”

Gli dico di andare in camera, lui lo fa, io mi metto sul divano e ascolto su spotify dei podcast e musica, tutto per non pensare a quello che è successo.

Mi addormento in fretta.

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