Problemi e abbandono del padrone

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Categoria: Etero
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Passo la notte in bianco, il mattino dopo non parlo con mio marito.

Ricevo un messaggio dal mio padrone, che dice che vuole vedermi l’indomani.

Io rispondo che ho dei problemi con mio marito, ci separeremo e in questo periodo è meglio che stia buona.

Lui mi scrive che mio marito ha già visto come sono, quindi potrei andare da lui.

Io gli scrivo che temo di peggiorare la mia posizione e che potrebbe usare un investigatore privato per acquisire prove sul mio comportamento sessuale.

Lui mi dice che sono solo una paurosa e che se non ubbidirò, lui mi abbandonerà e troverà un’altra sub.

Io non gli rispondo per il momento perché debbo riflettere sulla situazione che è complessa.

Da un lato c’è la separazione con mio marito, dall’altro il mio padrone.

Ho paura che se continuo ad andare col padrone e a fare tutte le porcate che facciamo, mio marito con le prove portate da un investigatore privato riuscirà a far sì che io abbia l’addebito della separazione e non vedrei il becco di un quattrino e magari mi butterebbe fuori di casa.

Non ho un reddito, come farei?

Scrivo al padrone che a malincuore deve cercarsi un’altra sub, io debbo fare la brava donna debole per vedere se con la separazione riuscirò ad avere il mantenimento.

Lui mi risponde che dovrei trovarmi un lavoro.

Io gli scrivo di farsi gli affari propri.

Lui mi digita che sono una debole che non vuole abbandonare le comodità.

Io gli rispondo che ha perfettamente ragione.

Lui mi scrive che dovrei avere il coraggio di cambiare la mia vita.

Io gli scrivo che è molto difficile alla mia età e poi ho sempre ostacolato il cambiamento, non facendo nulla nella mia vita a parte gli studi.

Lui mi scrive che non sono una stupida, anzi sono una donna molto intelligente e che mi farebbe bene un lavoro, non solo per la retribuzione, ma per essere finalmente indipendente e poter recidere il cordone ombelicale che mi legherebbe al marito per sempre, se accettassi il suo mantenimento.

Io gli rispondo che ha perfettamente ragione.

A questo punto, il padrone si arrabbia e scrive: “La devi smettere di darmi ragione, devi agire, non per me, ma per te stessa, sei ancora in tempo a vivere finalmente e non a vegetare.”

Io gli rispondo, che mi iscriverò on line alle agenzie interinali dei dintorni per vedere se riesco a trovare un lavoro che so sarà a tempo determinato.

Lui mi scrive: “Brava, è un primo passo molto importante. Poi, tu dovresti prendere la patente.”

Io gli scrivo: “Come faccio? Mica la patente, me la può pagare mio marito.”

Lui mi risponde: “Gli dovresti parlare e dire che la patente ti serve non per andare in giro, ma per lavorare poiché senza auto normalmente non assumono.”

Io: “Ci proverò, non sarà per nulla facile.”

Lui mi scrive: “Lo so, che non sarà facile, ma ne va della tua vita.”

Io; “Gli parlerò al più presto.”

Lui: “Lo devi fare subito, questa sera.”

Passo la giornata a pensare a quello che mi ha detto il padrone. So che ha ragione.

Come posso affrontare di punto in bianco il discorso della patente con mio marito? So che obietterà, che non abbiamo i soldi e poi se ci separeremo, ci dovrei pensare da sola.

Il padrone, la fa facile, ma ci debbo riuscire, è vero ne va della mia vita.

Trascorro la giornata a pensare come parlare a mio marito.

La sera arriva, io tento di parlargli, ma lui mi stoppa, dice non ha voglia, ma io replico che è molto importante.

Lui mi dice che ci sono stati problemi al lavoro e che parleremo il mattino dopo.

Mangiamo in fretta, in silenzio, guardiamo la tv.

Io trascorro la notte in bianco, scrivendo sui fogli diversi discorsi per mio marito, senza riuscire a trovare quello giusto.

Vorrà dire che farò un discorso a braccio, con alla base tutte le idee che mi sono venute stanotte.

Lui si sveglia, gli lascio fare colazione, poi affronto il discorso, dicendo che ho riflettuto molto e che non ho mai veramente voluto un lavoro, non mi sono data veramente da fare, anche perché non ho la patente e l’auto.

Lui mi ribatte che non posso pretendere che li paghi lui.

Io rispondo che mi potrebbe fare un prestito che ripagherò molto lentamente non appena avrò un lavoro.

Lui ci pensa e mi dice che forse ho ragione, che forse con un lavoro, potrei chiedere meno di mantenimento.

Gli dico che mi informerò dei costi per la patente e che lui mi potrebbe mettere una buona parola presso una scuola guida di cui conosce il titolare.

Mi dice che ci andrà subito anche perché dice, parole testuali: “Non vedo l’ora che ti levi dai coglioni, brutta puttana.”

Io gli rispondo: “Ma tu avevi accettato di essere cuckold!”

Lui: “Ci ho ripensato. E’ più forte di me, non mi va di essere comandato dal bull e di vedere te tra le sue braccia.”

Io: “Era meglio che non me lo proponevi, allora, se avevi dei dubbi.”

Lui: “Ero confuso, non volevo perderti. Ma ti ho perso lo stesso.”

Io: “Sì, mi hai perso, ma probabilmente mi avevi perso già da prima.”

Lui: “Eri già andata con qualcuno?”

Io: “Con una donna, con la ginecologa.”

Lui: “Quello non conta. Io intendo un uomo.”

Io: “Guarda che invece conta eccome. Ho goduto da matti con lei, come non mi è successo con te, se devo essere sincera.”

Lui: “Basta non ne voglio più sapere nulla. Sei una porca, una puttana.”

Io: “La dovresti smettere di offendere. Io ho una sensualità spiccata, l’ho scoperto tardi, che ci posso fare?”

Lui: “Era meglio che non lo scoprivi.”

Io: “Basta, adesso lo dico io. Tanto non capisci. Allora ricordati di parlare con il tuo amico dell’autoscuola.”

Scrivo al padrone che ho parlato con mio marito e che tutto è andato per il meglio, non scrivendogli delle offese di mio marito.

Lui insiste per vedermi. Io cedo.

Ci vediamo a casa sua, io ho molto voglia, sarà la rabbia in corpo che mi ha messo mio marito.

Il padrone è contento e dice: “Ti vedo molto eccitata, sub.”

Io: “Sì padrone, è così.”

Lui: “Troia, mettiti a pecorina. Ti voglio sfondare il culo.”

Lui si spoglia, io ho già intuito dal rigonfio dei pantaloni, che è molto eccitato.

Io: “Almeno metti l’unguento.”

Lui: “No, ti voglio fare del male, te lo meriti, troia.”

Io: “Per favore padrone, almeno l’unguento. Non ti ho fatto nulla per farti innervosire.”

Lui: “Invece sì troia mi hai fatto innervosire e molto. Ti ho dovuta convincere a venire. Tu devi venire dal tuo padrone, appena schiocco le dita.”

Io: “Si hai ragione padrone, però te l’ho detto c’è la situazione con mio marito.”

Lui: “Non mi interessa nulla di tuo marito!”

Io: “Non ti è piaciuto comandarlo?”

Lui: “Sì, ma è solo un pavido senza palle. Te l’ho detto non mi interessa tuo marito Ti voglio fottere, ne hai bisogno.”

Io: “Sì padrone, ne ho tanta voglia.”

Lui; “Non ho detto che ne hai voglia, ho detto che ne hai bisogno per via degli arretrati che hai.”

Io: “Non vedo la differenza.”

Lui: “Basta, voglio fotterti! Mettiti in posizione, troia.”

Io mi rimetto in posizione, lui mi mette l’unguento all’ano e poi in un solo colpo mi incula, io grido dal dolore, lui mi mette la mano alla bocca e dice: “Troia, stai zitta!”

Io: “Scusami, padrone.”

Lui: “Va bene, sub.”

Lui mi scopa il culo alla grande, con foga, come se non scopasse da molti giorni finché mi sborra il liquido caldo dentro e dice: “Peccato, non ci sia tuo marito per leccartelo.”

Io: “No preferisco essere sola con te, padrone.”

Lui: “Ci vorrebbe qualcuno, uomo o donna. Chi vorresti sub?”

Io: “Una donna. Potremmo richiamare la mia ginecologa.”

Lui: “No assolutamente, abbiamo litigato. E poi due padroni, sono troppi per una sola sub. Debbo trovare un’altra sub, che vada d’accordo con te. Prima ne avevo una che penso ti piacerebbe perché ha dei grandi seni.”

Io: “Mi fai vedere una foto?”

Lui: “Ho solo un video, lo vuoi vedere?”

Io: “Sì padrone.”

Mi fa vedere un video in cui si vede una rossa con seni notevoli e una fica con peluria rossa, che sta succhiando con foga il cazzo del padrone, poi il padrone si stanca e a pecorina le scopa la fica, con lei che gode come non mai.

Lui: “Ti piace?”

Io: “Sì molto padrone.”

Lui: “E’ una grande porca e ama moltissimo fare sesso con le donne.”

Io: “Non vedo l’ora di incontrarla.”

Lui: “Speriamo che non abbia un altro padrone. Le telefonerò questa sera, per sentire come è messa.”

Io: “Spero sia libera.”

Lui: “Succhiamelo con la stessa foga di lei.”

Io: “Sì padrone”.

Mi metto a succhiarlo con foga, con così tanta foga che poi gli mordicchio troppo le palle, tanto che a lui, scappa un grido di dolore e mi rimprovera con asprezza.

Io: “Scusa padrone.”

Lui: “Devi fare più attenzione all’attrezzo che ti procura piacere.”

Io: “Padrone, ti ho già chiesto scusa.”

Lui: “Va bene. Finiamola qua.”

Io mi rimetto a succhiare facendo attenzione a non fargli male, tanto che lui mi dice che così non sente nulla e vuole un po’ più di brio da parte mia.

Io gli rispondo: “Sì padrone.”

Lui: “Sub, non ne hai voglia?”

Io: “Sì padrone, mi dispiace, ma proprio mi è passata la voglia, ho troppi pensieri per la testa.

Lui si arrabbia come non mai e dice: “Sub, o ti decidi a succhiare per bene o non mi vedrai più.”

Io: “Padrone, ma capiscimi.”

Lui: “No, non ti capisco. Tu devi ubbidire ai miei ordini. O debbo pensare che al cazzo ormai preferisci la fica?”

Io sto zitta per un po’, poi replico: “Lo sai che mi piacciono tutti e due.”

Lui: “Speravo che ti piacesse di più il mio cazzo. Me ne vado e non tornerò mai più, a meno che tu non striscerai letteralmente ai miei piedi.”

Io gli dico: “Ripeto padrone, potresti capirmi, ma se non lo fai, sono costretta sia pure a malincuore a lasciarti andare.”

Lui: “Sub, non ti importa nulla del tuo padrone?”

Io: “Mi sembra di essere un disco rotto. Ho già detto quello che dovevo dire e ora vattene.”

Lui si va a vestire e se ne va sbattendo la porta.

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